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Saturday, February 15, 2025

Call for Papers "XXVIII Convegno Internazionale di O&L" (23-25 october 2025)

 📅 Save the Date!

📍 Agrigento, Italy – October 23-25, 2025 



🏛️ The XXVIII International Conference on Onomastics and Literature (O&L) will take place in Agrigento, the Italian Capital of Culture 2025! Hosted at the elegant Teatro Pirandello, this prestigious event brings together scholars to explore the fascinating world of literary names. ✍️

📖 DEADLINE : June, 30, 2025

In addition to the main conference, a special roundtable accompanied by readings is planned for 26th October to commemorate the centenary of Andrea Camilleri's birth. This event is co-organized by the National Committee for the Centenary of Andrea Camilleri's Birth.

The conference will focus on the following themes:

  • The Names of "Villains" (Antagonists and Negative Characters): Exploring the significance of names assigned to literary antagonists and their impact on narratives.

  • Taboo Names: Investigating names that are culturally or socially prohibited or avoided in literature.

  • Autonyms in Autobiographical Writings: Analyzing the use of self-referential names in autobiographical literature.

  • The Names in the Works of Andrea Camilleri: A dedicated session examining the onomastic choices in Camilleri's literary creations.

Scholars and researchers interested in presenting at the conference are encouraged to submit their proposals. For detailed information on submission guidelines and deadlines, please refer to the official Call for Papers.

This conference represents a unique opportunity to delve into the intricate relationship between names and literature, set against the backdrop of Agrigento's rich cultural heritage.

🎭 Special Event – October 26, 2025
📚 A roundtable and readings will be held to honor Andrea Camilleri’s centenary 🎂, co-organized by the National Committee for the Centenary of Andrea Camilleri's Birth.

🔍 Conference Themes:
🦹‍♂️ The Names of Villains – How antagonist names shape literary narratives.
🚫 Taboo Names – Names that are socially or culturally avoided.
📜 Autonyms in Autobiographies – Self-referential names in personal writings.
🔎 Names in Andrea Camilleri’s Works – A tribute to the iconic author’s name choices.

📝 Call for Papers Open!
Scholars and researchers are invited to submit proposals. 📩 Check the official Call for Papers for details.

🏰 Don’t miss this chance to explore onomastics in literature in the heart of Agrigento’s cultural legacy!

Monday, May 11, 2020

Conference "Onomastics & Literature 2020" postponed

ICOS

Dear O&L members, colleagues and students of Literary Onomastics,
because of the current global COVID-19 pandemic, we have decided to postpone our O&L Conference to October 2021. The conference will be held in Cagliari as planned this year and the topics tackled will be the same. In any event, we will inform you about further updates.
O&L, Editorial Board
For further information, please contact also:
Maria Giovanna Arcamone: magiarc@gmail.com
Giorgio Sale: giosale@uniss.it

Saturday, February 8, 2020

XXV Convegno Internazionale di Onomastica & Letteratura


ONOMASTICA & LETTERATURA
c/o Dipartimento di Filologia, Letteratura e Linguistica
Piazza Torricelli, 2, 56126 Pisa


                                                                                 
Cari Soci di O&L, gentili Colleghi e Cultori di Onomastica letteraria,
vi rendiamo noto che presso l’Università di CAGLIARI,
nei giorni 22, 23 e 24 ottobre 2020 si svolgerà il
XXV Convegno Internazionale di O&L.

Gli argomenti intorno ai quali verterà sono i seguenti: 
  1. Il nome inadeguato, straniante o infamante
È ben noto come nella vita reale alcuni nomi propri giungano ad assumere il valore di ‘marchio’ d’infamia o di stigma per chi li porta (per i cristiani, il nome di Giuda; per chi professa attitudini antitotalitarie, quelli dei grandi dittatori del Novecento; i nomi degli Ebrei nella Germania nazista; ma si pensi anche ai ‘nomi dei trovatelli’, o ai ‘nomi come numero’ imposti ai deportati nei lager, ecc.). Una casistica che più d’una volta si riverbera in letteratura o nel cinema (basti ricordare il caso, ironico ma non troppo, del film Le prénom, tutto giocato su questo tema; o quello del personaggio israelita di nome Siegfried Fischerle in Autodafé di Elias Canetti), e che troverebbe ancora un immenso campo di esplorazione. Una pista più inedita potrebbe essere quella che indaghi anche, ad esempio, in che misura la stessa inventività onomaturgica degli scrittori sia condizionata da tale stigma, suggerendo di attingere da questo repertorio, o al contrario di evitarlo, nel momento di scegliere un nome ‘adeguato’ al carattere dei personaggi. Senza dimenticare riflessi ironici del fenomeno (testimoniati dalla celeberrima motivazione addotta da mastro Geppetto all’atto di nominare il suo burattino di legno: «Lo voglio chiamar Pinocchio. Questo nome gli porterà fortuna. Ho conosciuto una famiglia intera di Pinocchi […] e tutti se la passavano bene. Il più ricco di loro chiedeva l’elemosina»); o sue ancor più sorprendenti varianti, come il caso di Disdemona/Des-, che sembra ribaltare il percorso sin qui delineato (quello cioè di nomi reali colpiti da una damnatio che giunge a connotarli come nomi ‘proibiti’): coniato come invenzione letteraria (da G. B. Giraldi Cinzio), come nome che porta in sé inciso un destino malaugurato (‘nato sotto una cattiva stella’, se se ne considera l’etimo greco), grazie al successo della vicenda (cui contribuisce in modo decisivo la versione shakespeariana), si afferma come nome reale, pur forse non del tutto immemore dello stigma etimologico originario.
  1. I titoli delle opere letterarie come onimi
Il titolo, in sé definibile quale “nome proprio metalinguistico” (Hoeck), è stato a lungo studiato in ottica semiologica, vedendo in esso, genettianamente, una delle più significative ‘soglie testuali’. Successivi interventi in chiave specificamente onomastica hanno iniziato a delineare vere e proprie microtradizioni su singoli casi di spiccato interesse (dal titolo del poema dantesco al Corbaccio boccacciano, per citare solo due esempi), e già sondato ogni epoca e àmbito letterario. Indagini che hanno talora sapore prettamente filologico, nel tentare di risalire alle non sempre cristalline motivazioni alla base di certe titolazioni (basti pensare proprio allo straniante Comedìa apposto al poema dantesco), ma alternandosi a prospezioni di carattere più latamente interpretativo, che ne rivelano una funzione ben più complessa di una mera sintesi descrittiva di un’opera: il titolo come ‘premessa/promessa’, che può essere poi mantenuta o clamorosamente ribaltata, e che lascia in ogni caso una scia persistente nella ricezione del lettore (basti pensare, per proporre una traccia investigativa, alle suggestioni evocate dai titoli dei primi romanzi di Amélie Nothomb).
  1. Il nome nelle dediche
Verrebbe forse naturale, a tutta prima, di ascrivere a motivazioni meramente biografiche, o in alternativa avantestuali ed extraletterarie, per così dire, e segnatamente encomiastiche, la presenza di nomi propri nelle sezioni dedicatorie delle opere letterarie, configurando di conseguenza il fenomeno come accessorio e marginale: e a provarlo del resto sarebbe il non infrequente mutamento del nome del dedicatario nelle opere a redazione plurima. Ma sorge il sospetto che le cose, almeno non sempre, stiano così. Un’insospettabile valenza strutturale del nome proprio dei dedicatari si mostra ad esempio in alcune celebri raccolte novellistiche 4-500esche, come il Novellino di Masuccio Salernitano, in cui il rapporto tra ogni novella e la Dedica che immancabilmente la incornicia, che vedrebbe per statuto quest’ultima in posizione ancillare, si ribalta diametralmente, poiché anzi, come è stato scritto, Masuccio sembra scegliere dapprima il dedicatario, e solo in seguito informa il testo novellistico al profilo biografico di quello. Per non parlare della funzione assolta dai nomi reali dei Dedicatari nelle novelle di Matteo Bandello, in cui essi entrano a far parte, e con ruolo determinante, di un complesso gioco di specchi narrativo, solo superficialmente funzionale a un ritratto cortigianesco di maniera, ma semmai a un originale rinnovamento del meccanismo novellistico della ‘storia portante’ o cornice. Casi altrettanto significativi sarebbero certo rintracciabili in altre epoche, generi e àmbiti letterari: a mero titolo di esempio, e limitandoci ad alcuni classici, si pensi alla funzione, che sarebbe banale liquidare come puramente encomiastica, assolta dall’Ippolito del Proemio del Furioso, o anche alla presenza, nel finale Commiato del Porto sepolto, vera dichiarazione poetica ungarettiana, del “Gentile/ Ettore Serra”, di cui è noto il ruolo determinante nella prima pubblicazione della raccolta.
  1. d) Il metodo
Come già nelle ultime edizioni del Convegno, resta accesa una sezione particolare dedicata a problematiche di carattere metodologico inerenti alla disciplina, che quest’anno intende aprirsi segnatamente allo studio delle riflessioni sul nome avanzate da filosofi, scrittori e artisti. Si presta in altri termini attenzione a quella che potrebbe definirsi come una sorta di dimensione ‘metaonomastica’, che accompagna, sostiene (ma talora può anche rallentare e ostacolare) la concreta attività onomaturgica degli autori, tanto in sede ‘pubblica’ (con affermazioni di poetica ‘strutturata’, tra le quali spiccano quelle di teorici e filosofi, da Platone e Aristotele a Roland Barthes, per dire), quanto in annotazioni preparatorie, taccuini, epistolari di uso privato (tra i quali è impossibile non ricordare ancora una volta le sofferte ammissioni manzoniane della propria insoddisfazione per i nomi dell’Adelchi, o i cataloghi/elenchi, densi di ripensamenti, di nomi di donna raccolti negli autografi di Calvino per le proprie Città invisibili).
  1.  Onomastica letteraria regionale
È prevista anche, come sempre, una Sezione dedicata alla Letteratura della regione che ospita il Convegno.

Coloro che intendano partecipare al Convegno o che vogliano proporre un loro articolo alla redazione della rivista “il Nome nel testo” sono pregati di inviare a Donatella Bremer donatella.bremer@unipi.itentro e non oltre il 30 giugno 2020un abstract, non generico, ma sufficientemente indicativo (ca. una pagina) del loro contributo.

Si prega di allegare anche un breve curriculum.
La durata degli interventi sarà fissata in relazione al numero delle proposte accolte.

Per quel che riguarda la lunghezza degli articoli da sottoporre al processo di revisione (peer review) per un'eventuale pubblicazione nella rivista «il Nome nel testo», non si dovranno superare le 12 cartelle.

Grati per l'attenzione, Vi inviamo i nostri migliori saluti il Comitato Direttivo di O&L

Per ulteriori informazioni rivolgersi anche a:
Maria Giovanna Arcamone: magiarc@gmail.com

Giorgio Sale: giosale@uniss.it

Saturday, July 27, 2019

XXIV Convegno Internazionale di Onomastica & Letteratura

link

Proposte convegno 2019

Tra breve inizierà la fase organizzativa del

XXIV Convegno Internazionale di O&L,
che si svolgerà presso l’Università di Pisa nei giorni 3, 4 e 5 ottobre 2019.
Gli argomenti intorno ai quali verterà il convegno, individuati nell’ultima Assemblea dei Soci, sono i seguenti:
Il nome nelle lettere, nei diari, nei taccuini
Annotazioni, appunti, riflessioni riferite a nomi propri in lettere, diari e taccuini degli scrittori si rivelano spesso ben più che mere trouvailles o curiosità biografiche. A emergervi può essere piuttosto la testimonianza della laboriosa ricerca del nome proprio più adatto da assegnare a un personaggio, magari già creato e vivente sulla pagina scritta, come negli epistolari di Verga e Capuana o nei taccuini pirandelliani; oppure la denuncia delle incertezze e delusioni intorno alle scelte onomaturgiche compiute (come quella confessata da Manzoni sui nomi dell’Adelchi in una lettera a Fauriel), e talora motivazioni segrete di un autore, sfuggite a critica e lettori, tali addirittura da smentire le ipotesi interpretative più corrive, come nei cahiers e nei brouillons di Proust.
La variazione del nome del personaggio
Soprannomi, nomignoli, diminutivi, patronimici, titoli possono alternarsi a proposito del medesimo personaggio all’interno di un testo in funzione della sua età, della cerchia di persone che frequenta, delle tappe sociali che varca, dei titoli che ottiene, delle eredità nobiliari di cui beneficia, dei legami matrimoniali, dei rapporti che lo legano agli altri personaggi, e a vari altri fattori che vale la pena di indagare; come accade, per fare un solo esempio significativo, nella Recherche proustiana per Odette de Crécy > Miss Sacripan > la Dame en rose > Mme Swann > Mme de Forcheville, oppure per Sidonie > Mme Verdurin > duchesse Duras > princesse de Guermantes.
I nomi mancati
Di nomi ‘mancati’ perché assenti, falliti, inadeguati, non detti o non pronunciati, occasioni onomastiche perdute, è piena la letteratura: sul piano finzionale, nei rapporti tra personaggi, come in casi di lapsus e dimenticanze freudianamente rilevanti (si pensi alla scena del Piacere dannunziano dove Sperelli chiama Maria col nome di Elena). Ma anche ‒ pista investigativa più sottile e forse più originale ‒ ‘nomi mancati’ e parte auctoris, cioè nomi misteriosamente mai dati, caselle inspiegabilmente vuote nel sistema onomastico di un testo: si pensi al nome del luogo in cui si dipanano le vicende di Conversazione in Sicilia di Elio Vittorini, mai indicato, in un romanzo affollato peraltro di toponimi; o al nome del protagonista maschile della novella III 7 degli Ecathommiti di Giovan Battista Giraldi Cinzio, semplicemente indicato come il ‘capitano moro’, per il quale poi Shakespeare conierà uno dei nomi più potenti e celebri della letteratura mondiale, Othello, a rimarcare la mancanza onomastica presente nel suo prototesto.
I nomi migranti
Ulisse: in quanti testi, autori ed epoche letterarie compare questo nome? Lo stesso potrebbe dirsi per molte altre denominazioni, più o meno celebri, come SilviaDon JuanLilyAliceMargherita, di cui studi recenti hanno già rintracciato le varie emersioni letterarie, cercando di individuare, ove presente, un filo che li unisca nel loro percorso. Dunque, piuttosto che indagare solo ‘orizzontalmente’ le scelte onomastiche esperite all’interno di un testo, di un’opera, di un genere, può rivelarsi interessante e produttivo seguire la vicenda ‘verticale’ di un medesimo nome attraverso testi, epoche, culture e geografie, letterature e poetiche diverse: nomi dunque che migrano in diacronia o in sincronia assumendo significati e funzionalità diverse, consapevoli o no che essi siano, in prospettiva intertestuale, delle loro attestazioni precedenti.
La deonomastica letteraria
Nomi che si spostano dalla letteratura al mondo, piuttosto che dal mondo alla letteratura, secondo la prospettiva più consueta: i deonimi letterari. A venire in mente sono certo casi più noti, quelli di deonimici ricavati per antonomasia, quali perpetuaazzeccagarbuglirodomonte, e tante altre forme sostantivate, esito del passaggio dal nome proprio letterario al nome comune. Lo stesso dicasi per aggettivazioni del tipo dantescopetrarchescoboccaccianofelliniano,ecc. Eppure, tanto rimane da studiare in questo campo, sia sotto il profilo dei fenomeni deonimici più ricorrenti, quali quelli sopra segnalati, sia di altre forme molto meno conclamate. Ad esempio, suscettibili di indagine sono i deonimici ‘mancati’, quelli cioè affacciatisi, ma poi non stabilizzatisi permanentemente nell’uso dei parlanti e nella registrazione dei lessicografi (si pensi da una parte all’uso metaforico di nanà ‘sgualdrinella’, recentemente segnalato da Randaccio in testi di fine Ottocento, dall’altra agli ironici pascoleggiando e dannunzianeggiando usati da Ugo Ojetti). Un’ulteriore tipologia può essere rappresentata dalla deonomastica d’autore, di cui Pascoli fu involontario esponente, coniando a scopo sarcastico forme come Pimpirendello, o ancora Giacosare Panzacchiare Pascarellare (Paradisi).
Il metodo
Come già da qualche anno, resta  accesa una sezione particolare dedicata a problematiche di carattere metodologico inerenti alla disciplina.
Coloro che intendano partecipare al Convegno o che vogliano proporre un loro articolo alla redazione della rivista il Nome nel testo sono pregati di inviare a Donatella Bremer donatella.bremer@unipi.it, entro e non oltre il 30 luglio 2019, un abstract, non generico, ma sufficientemente indicativo (ca. una pagina) del loro contributo. Si prega di allegare anche un breve curriculum.
La durata degli interventi sarà fissata in relazione al numero delle proposte accolte. Per quel che riguarda la lunghezza degli articoli da sottoporre al processo di revisione per un’eventuale pubblicazione nella rivista il Nome nel testo, essa non dovrà superare le 12 cartelle.
Per ulteriori informazioni rivolgersi anche a:
Maria Giovanna Arcamone: magiarc@gmail.com
Giorgio Sale: giosale@uniss.it